A giugno 2025 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento congiunturale rispetto al mese di maggio.
Secondo i dati Istat questo incremento è diffuso ai principali comparti industriali, con l’esclusione dei beni di consumo. Risulta lievemente positivo anche l’andamento congiunturale del secondo trimestre.
In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, a giugno l’indice generale è in flessione. La dinamica tendenziale è negativa per tutti i principali raggruppamenti di industrie, con l’eccezione dell’energia. Il calo della produzione si estende anche al primo semestre dell’anno, con una riduzione tendenziale del -1,1%.
Indice destagionalizzato +0,2%
A giugno 2025 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,2% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre si registra un aumento del livello della produzione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mostra un calo congiunturale solo per i beni di consumo (-0,9%), viceversa, si osservano aumenti, sebbene assai contenuti, per i beni intermedi (+0,2%), l’energia e i beni strumentali (entrambi +0,1%).
Incrementi tendenziali maggiori per prodotti petroliferi raffinati, estrazioni, forniture energetiche
Al netto degli effetti di calendario, a giugno l’indice generale diminuisce in termini tendenziali dello 0,9%. Si registrano incrementi tendenziali solo per l’energia (+7,3%), calano, invece, i beni strumentali (-1,4%), i beni intermedi (-2,1%) e i beni di consumo (-3,0%).
I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+15,7%), l’attività estrattiva (+6,2%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+4,7%). Le flessioni più rilevanti si riscontrano, invece, nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-8,0%), nella produzione di prodotti chimici (-3,2%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-3,0% entrambi i settori).
La pressione negativa permane
Il dato Istat di giugno 2025 sostanzialmente indica una leggera ripresa, ma è ovviamente troppo presto per parlare di svolta. La pressione negativa permane, soprattutto per i beni di consumo e i settori tradizionalmente più fragili, come il tessile e il chimico.
A salvare in parte la performance tendenziale è il comparto energetico, sospinto dai prezzi e dalla domanda.
Nei prossimi mesi diventerà fondamentale cercare di monitorare l’impatto delle politiche internazionali, in particolare i dazi Usa e le dinamiche della domanda interna.
Se la stabilità degli ordini continua, riporta Agenzia Stampa Italia, l’Italia potrebbe toccare il fondo del ciclo e intravedere segnali più solidi di ripresa verso fine anno o nel 2026.
